Razionale


La medicina del territorio nell’attuale scenario pandemico ha subito profonde trasformazioni.
Partendo dall’osservazione del territorio nelle aree a più elevata incidenza a cura di professionisti operanti nell’ambito delle Cure Primarie, si propone un modello di gestione territoriale del caso sospetto o accertato SARS-CoV-2 positivo.

La pianificazione del percorso assistenziale da parte del Medico di Medicina Generale, in quanto Clinical Manager del paziente con nota o sospetta infezione da Coronavirus, prevede la riorganizzazione dell’attività lavorativa alla luce del rischio di contagio, la valutazione dei bisogni assistenziali del paziente e la collaborazione con altre figure professionali. Partendo dall’individuazione del caso sospetto, il MMG guida il percorso del paziente mettendo in atto un monitoraggio attivo finalizzato a far emergere bisogni clinici, psicologici e socio-assistenziali.
Per un adeguato management clinico, il Medico di Medicina Generale può avvalersi di strumenti informatici che consentano l’impiego della telemedicina, la comunicazione e lo scambio di dati con il paziente e con altri operatori sanitari (SISP, 112, USCA, Specialisti di riferimento).

In particolare la nascita delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale mette in campo una nuova categoria di operatori sanitari, diversamente declinata nelle varie realtà regionali, con il mandato di intervenire con appropriatezza nella gestione del paziente SARS-CoV-2 sospetto positivo o positivo che non ha indicazioni per il ricovero ospedaliero, in condivisione e in supporto della Medicina Generale.